OnePlus One – 2 anni dopo


Sono passati più di due anni dall’acquisto del mio primo OnePlus One, ho deciso quindi di raccontare  la mia esperienza personale con questo smartphone.

OnePlus One è il primo smartphone realizzato dalla “startup” cinese OnePlus, costola della più grande Oppo. Presentato come il flagship killer del 2014, l’anti-Nexus, indubbiamente un dispositivo amato, odiato e anche duramente criticato soprattutto a causa del sistema di vendita ad inviti, per poter acquistare questo device era necessario ottenere un invito tramite l’iscrizione al forum ufficiale della OnePlus e partecipando a contest, giveaway o semplicemente aspettando.

La scelta

I motivi principali che mi hanno portato a scegliere OnePlus One sono stati sicuramente l’ottimo rapporto qualità/prezzo, infatti il One è dotato di processore Snapdragon 801, 3GB di ram, schermo da 5,5″ con display IPS e risoluzione FullHD, fotocamera posteriore da 13 megapixel, 64GB di memoria interna non espandibile, speaker stereo realizzati in collaborazione con JBL, il sistema operativo CyanogenMod 11S basato su Android 4.4.2 KitKat e soprattutto la garanzia valida anche in caso di modding come sblocco del bootloader, root e installazione di custom rom. Il tutto a soli 299€!

Il primo anno

Dopo aver ottenuto l’invito spinto da uno stato di berserk tecnologico ho
ordinato il dispositivo, spedizione veloce, dopo 3 giorni è finalmente arrivato, già anche solo il design della confezione era superiore a tutti quelli visti.

Aprendo la confezione lo vedo, enorme in confronto al mio HTC One, ma estremamente sottile, in aggiunta la cover posteriore Sandstone Black era meravigliosa al tatto e dava il giusto grip. Nel ripiano inferiore erano presenti il cavo usb piatto e dal design unico, lo spillo per estrarre il carrello sim e 2 carrelli sim, uno per le micro e uno per le nano. In una scatola a parte era presente l’alimentatore.

Con il passare dei mesi e degli aggiornamenti vengono limati bug e aggiunte funzioni mentre altre spariscono, come la sveglia a dispositivo spento ma poco importa, con una carica si riescono a fare quasi 48 ore di utilizzo.

In quello stesso periodo avviene il divorzio tra Cyanogen Inc. e OnePlus così la startup cinese lancia la prima beta di OxygenOS con un contest/richiesta di feedback su Twitter con in palio 5 Bamboo StyleSwap Cover, tento la sorte e vinco una bellissima cover in bamboo.

Il software si aggiorna alla CyanogenOS 12 basato su Android 5.0.2 Lollipop ma purtroppo ma la durata della batteria si accorcia notevolmente ad una giornata scarsa e alcuni bug ereditati dalla CM11S persistono ancora ad oggi come per esempio quello legato al microfono in chiamata, l’interlocutore in determinate situazioni sente la voce robotizzata.

Il brick


Ritrovo la passione per il modding, tra kernel alternativi e custom rom come ColorOS usata di default sui dispositivi Oppo e OnePlus venduti in Cina, MIUI,  FlyMe e tante altre fino ad arrivare al tanto temuto brick, il telefono diventa un fermacarte ma dopo giorno passati nei meandri di XDA Developers trovo i tools necessari e riporto in vita il OnePlus One

Il brick non esiste.
Marco Olmedi

 

Arriva il caldo e inizio ad avere problemi al dispositivo come molti altri utenti, il telefono diventa caldissimo, quasi ustionante e il touchscreen smette di funzionare, con qualche accorgimento come rom alternative e downclock della cpu riesco a superare l’estate e decido di inviarlo in assistenza.

Assistenza, RMA, nuovo dispositivo e secondo anno

Finito il periodo estivo decido di contattare l’assistenza clienti, su internet leggevo opinioni molto negative ma dopo qualche test e una sessione di assistenza remota mi viene concesso il leggendario RMA, la sostituzione del dispositivo, in pochi giorni arriva il corriere a ritirare il vecchio telefono e dopo un paio di settimane arriva a casa un nuovo OnePlus One perfettamente funzionante.

CyanogenOS si aggiorna alla versione 13.1 basata su Android 6 Marshmallow integrando, grazie alle MOD, alcune app nel sistema come ad esempio TrueCallerSkype, lockscreen animate, Twitter. Grazie alla collaborazione con Microsoft vengono introdotti l’assistente vocale Cortana, utile solo negli USA, le note fluttuanti di OneNote e Hyperlapse nell’app fotocamera.

Conclusioni

Trascorsi 2 anni dalla sua uscita, il supporto software ufficiale è terminato ma fortunatamente la community è molto attiva e lo sviluppo di custom rom per questo dispositivo continua, ora sto utilizzando le nightly builds della CyanogenMod 14.1 basata su Android 7.1.1 Nougat, essendo rom in versione “beta” sono presenti bug ma finalmente la batteria ora riesce a resistere per tutta la giornata.

Pro

OnePlus One promosso, ad oggi è un dispositivo che può ancora dire la sua nella fascia medio-alta anche se con architettura 32bit. Nella vita quotidiana è perfetto, non ha rallentamenti ed è fluido come il primo giorno, sicuramente nell’ambiente del modding si sentirà parlare di lui per ancora molto tempo.

Contro

Uniche pecche sono la fotocamera, se confrontata con altri dispositivi top dello stesso periodo e l’assenza della banda LTE20 a 800Mhz ma nonostante questo non mi fa sentire il bisogno di comprare un nuovo telefono.

olmostblue

Nato a Parma, appassionato di musica, tecnologia e storia. Nel 1998 mi avvicino al mondo del canto corale grazie ad un progetto scolastico, nel 2000 entro nella Corale "Città di Parma" da qui inizierà un lungo percorso, pieno di soddisfazioni, conclusosi nel dicembre 2015. Parallelamente ho frequentato corsi, lezioni e workshop di canto con l'Associazioni Cori Parmensi, Modern Music Institute e l'Accademia Parma potendo approfondire gli aspetti del canto e della musica con Gabriele Gozzi, Lelio Padovani, Michele Luppi e Roberto Tiranti. Dal 2012 al 2014 sono stato anche un membro del cast di Medusa Opera Rock. Dal 2012 mi sono avvicinato al magico e costosissimo mondo della rievocazione storica grazie alla ASD Flumen Temporis, un ottimo modo per approfondire la storia, passare qualche giorno all'aria aperta, tenersi in forma e divulgare cultura Nel 2005 mi avvicino tramite la scuola al mondo del web design studiando HTML, SQL e ASP da qui inizia il mio percorso personale, passando dal puro html a CMS come Joomla fino ad arrivare a WordPress, un hobby che spero di poter tramutare in un lavoro in un prossimo futuro.

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